Cammello: ed è subito amore.

Per i nerd della lana dico: è meglio della Holst Garn Supersoft.

Per tutti gli altri invece vado a scrivere due righine in più 🙂

Questo è cammello baby 2ply (significa 2 fili attorcigliati insieme ed indica anche lo spessore: per un confronto considerate che la lana per calze è una 4ply), sottile, leggermente ruvido e rigido durante la lavorazione, dopo il lavaggio si apre e diventa morbidissimo e leggermente peloso.

Ricorda molto la Holst Garn Supersoft, sia come spessore che come comportamento, ma la morbidezza dopo il lavaggio è nettamente superiore.

Non ho osato sbatterlo in lavatrice ed asciugatrice, però. Scusatemi, ma non ho proprio il coraggio, per ora. Neanche dei campioni che faccio apposta per maltrattarli. Magari tra qualche tempo…

Ha stinto leggermente al primo lavaggio, ma il colore non ne ha risentito.

Ed a proposito del colore, io non riesco proprio a fare foto decenti: in realtà è un bel beige tendente al caramello, piuttosto calda come tonalità.

Per ora ho fatto solo due campioni: singola con i ferri 2,5mm e doppia con i 3,5mm. Ovviamente vale sempre il discorso che ognuna ha la sua mano e voi potreste dover usare altre misure di ferri per ottenere la stessa tensione.

Singola è molto sottile e diventa una piuma, morbida e leggera, ma sempre calda. Forse nel mio campione è ancora un po’ larga come trama e perde in definizione del punto: voglio provare a campionare anche con ferri più piccoli per vedere come va.

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Messa doppia resta più consistente, ma sempre morbidissima, ed ovviamente più calda. A questa tensione ha anche una buona definizione del punto. Penso che possa essere interessante provare con un ferro leggermente più grande.

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Dopo il lavaggio a mano con sapone di Marsiglia, acqua fredda ed una piccola strofinata il campione con la lana messa doppia ha ceduto meno di quello con il filo singolo, ma entrambi si sono gonfiati compattando così la trama.

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HOLST GARN

C’era una volta una bambina che seguiva la sua nonnina nel negozio della sua amica per comprare la lana e le piaceva tanto. Poi questa bambina è cresciuta, ha scoperto Ravelry.com ed ha capito che c’è lana e lana, e che ognuna è diversa da lavorare, al tatto, come resa e come reazione al lavaggio. Con l’acrilico era più facile, ma lo sappiamo tutte come ci fa sentire la plastica addosso, quindi la bambina cresciuta si è messa a giocare con la lana (quella vera) per capire meglio come funziona.

In questo caso parliamo di tre filati Holst Garn, che sono di ottima qualità, hanno un’ampia varietà di colori disponibili, una buona resa ed un costo contenuto. Ho scelto i tre filati che maggiormente mi attiravano: Coast, Samarkand e Supersoft, in rigoroso ordine alfabetico. Poi li ho campionati con 4 misure diverse di ferri e li ho maltrattati per vedere cosa succedeva e se qualcuno sopravviveva al trattamento più estremo, misurando e fotografando prima e dopo il trattamento. Ovviamente conoscete bene la mia scarsissima capacità fotografica… se qualcuno vuole regalarmi un corso di fotografia e magari pure una reflex non mi offendo mica 😀 Nel frattempo vediamo cosa riusciamo a fare con quello che abbiamo. 🙂

campioni coi ferri 2,5 mm
campioni coi ferri 2,5 mm
campioni coi ferri 3 mm
campioni coi ferri 3 mm
campioni coi ferri 3,5 mm
campioni coi ferri 3,5 mm
campioni coi ferri 4 mm
campioni coi ferri 4 mm

Quasi tutti i campioni sembrano inconsistenti appena lavorati, ma col lavaggio avviene la magia e la lana si gonfia rendendo il tessuto più compatto (con la Supersoft soprattutto la differenza è notevole).

Holst Garn dice che tutti e tre i filati si possono lavare in lavatrice con l’apposito programma lana/delicati, io aggiungerei anche di inserirli in un sacchetto a rete di quelli fatti apposta. Non dice niente sull’asciugatrice ma posso confermare che è quella che li ha rovinati, facendo infeltrire la lana anche con l’apposito programma e che quindi va evitata. Ovviamente essendo il lavaggio in lavatrice, per quanto delicato, comunque un terno al lotto, e vista la quantità di lavoro che richiede confezionarsi un capo, il lavaggio a mano è sempre preferibile. Immagino che serva più di un lavaggio a mano per eliminare tutti gli oli di lavorazione e far gonfiare a pieno la lana, visto che col mio unico lavaggio si era gonfiata ancora poco.

Nelle foto qui sotto vedete i campioni appena smontati dai ferri e dopo il lavaggio in lavatrice e l’asciugatura in asciugatrice, senza sacchetti protettivi, con i fili del campione che non avevo tagliato e che si erano tutti aggrovigliati (più maltrattare di così c’era solo la candeggina o il gatto che non ho).

COAST – 55% lana d’agnello merino + 45% cotone – 2ply – circa 700 mt ogni 100 g

campioni Holst Garn COAST prima del lavaggio
campioni Holst Garn COAST prima del lavaggio
campioni Holst Garn COAST dopo il lavaggio
campioni Holst Garn COAST dopo il lavaggio

Dopo il lavaggio cede un pochino e gonfia pochissimo: meglio scegliere un calibro piccolissimo o lavorarla doppia. Forse forse se trattata con cura (senza fili, bottoni, zip, velcro o altro che la faccia impigliare) potrebbe reggere anche l’asciugatrice, gonfiando leggermente la lana e limitando lo smollamento, ma non sono sicura di voler azzardare una prova. 🙂

 

SAMARKAND – 75% lana vergine + 25% seta – 2ply – circa 575 mt ogni 100 g

campioni Holst Garn SAMARKAND prima del lavaggio
campioni Holst Garn SAMARKAND prima del lavaggio
campioni Holst Garn SAMARKAND dopo il lavaggio
campioni Holst Garn SAMARKAND dopo il lavaggio

Cede appena dopo il lavaggio a mano, ma l’alta percentuale di lana gonfiandosi compatta la trama rendendo quella che sembrava una rete un tessuto perfetto, addirittura troppo compatto coi calibri più piccoli.

 

SUPERSOFT – 100% lana – 2ply – circa 575 mt ogni 100 g

campioni Holst Garn SUPERSOFT prima del lavaggio
campioni Holst Garn SUPERSOFT prima del lavaggio
campioni Holst Garn SUPERSOFT dopo il lavaggio
campioni Holst Garn SUPERSOFT dopo il lavaggio

La tensione resta quasi invariata, tende a stringere un pochino,  ma la compattezza del tessuto cambia in modo stupefacente, rendendo i campioni lavorati coi calibri più sottili al limite del cartonato, decisamente troppo compatti (e indovinate un po’ da dove mi è venuta questa smania di farmi tutti sti campioni? un maglione per me, 105kg di donna, lavorato con i ferri 2,5 perchè mi restava troppo “a rete” e che dopo il primo lavaggio è diventato di cartone e pure con le maniche corte. E per una volta non lo avevo infeltrito io.)

Vi metto una foto delle misure che ho preso: ricordate che sono indicative e che tirare un po’ di più o un po’ di meno mentre si stende ad asciugare il pezzo può cambiare la tensione, quindi queste servono più come idea di massima che come verità assoluta. E soprattutto ricordatevi che ognuna ha la sua mano e che i calibri che ho usato io non daranno lo stesso risultato a voi. Persino la stessa persona facendo due campioni può avere una tensione leggermente diversa, basta cambiare tipo di ferri o lavorare in tondo piuttosto che in piano o cambiare circonferenza del lavoro o anche solo un diverso umore… insomma, un solo campione non fa media, soprattutto quando le variabili in gioco sono tante, ma può dare un’idea di come potrebbe reagire il filato. Fate sempre il vostro campione e trattatelo come farete col capo finito, prima di avviare il vostro progetto.

tensione dei campioni Holst Garn prima del lavaggio, dopo il lavaggio a mano con leggero bloccaggio e dopo il lavaggio in asciugatrice e l'asciugatura in asciugatrice
tensione dei campioni Holst Garn prima del lavaggio, dopo il lavaggio a mano con leggero bloccaggio e dopo il lavaggio in asciugatrice e l’asciugatura in asciugatrice

Ora non mi resta che usarla per realizzare dei capi ed indossarli, per constatare come si comporta con l’uso reale (che può essere un pelino diverso dal comportamento in forma di campione).

 

 

Garnstudio Drops Cotton Merino

Finalmente campionata dopo mesi di attesa la CottonMerino della Drops 52% lana merino 48% cotone.

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Sapevo già che la merino smolla e si sforma (si allarga e si accorcia), ma speravo che il cotone riuscisse ad evitare o almeno ridurre questo difetto. Evidentemente non lo fa.
A 17,5 maglie in 10cm  (per me coi ferri 4 mm, ma lo sappiamo che ogni mano è diversa e quel che conta è la tensione e non il ferro usato) resta morbida ed adatta per capi drappeggiati, mentre a 20  maglie in 10 cm (per me ferri 3 mm) viene più compatta e la vedo meglio per cappelli e giacchine (ma è questione di gusto personale).
Resta comunque morbidissimo e piacevole al tatto.
Dopo il lavaggio il filo sembra leggermente gonfiato rendendo anche la tensione inferiore accettabile (appena lavorato sembrava una rete) e la treccia risulta più definita.

Campione Ultra Pima Cascade Yarns

campione pima

Quando si dice “botta di fortuna”, di quelle con la C maiuscola 😀

Questo cotone l’ho comprato da unfilodi insieme al Katia Bamboo, con il preciso scopo di farlo diventare una maglietta (schema scelto: Buttercup), ed il criterio di scelta è stata la maggiore economicità rispetto al metraggio per il gauge indicato (lo so che con la mia mano la tensione può essere ben diversa, ma ordinando online ho preferito rischiare ed affidarmi a quella indicata, piuttosto che ordinare un solo gomitolo e poi aspettare di aver fatto il campione e solo dopo ordinare il resto, dovendo così pagare due spedizioni, mentre con un unico ordine ho anche raggiunto la soglia minima per la sedizione gratuita).

Solo dopo l’arrivo ho cercato qualche informazione ed ho scoperto che il Pima non è un nome inventato dalla Cascade Yarns, ma una qualità di cotone peraltro pregiata.

Ed il colore spearmint che non mi convinceva fino in fondo, perchè avrei preferito un verde più scuro, più smeraldo, invece si è rivelato stupendo.

Insomma, nato da un compromesso tra il volere ed il potere, si è rivelato un colpo di fortuna e mi sono innamorata di questo filo fin da quanto l’ho smatassato.

Perchè sappiatelo: non tutti i cotoni 100% sono uguali.

Questo Pima è mordibissimo e lucente, come non mi era mai capitato di vedere un cotone 100% finora.

Tornando al campione: coi ferri 3 mi da una tensione di 22 maglie come richiesto dallo schema e la giusta compattezza per il capo che voglio fare, quindi non ho perso tempo a fare altri campioni ed ho subito avviato la mia seconda maglietta ai ferri per me.