Rassegnati

E’ il mantra del giorno.

Sono giorni che cerco un metodo alternativo per ottenere un filato colorato come quello dei miei ultimi esperimenti in modo più semplice e veloce, ma proprio non c’è.

Non voglio un variegato: i cambi di colore troppo veloci mi disturbano.

Non voglio neanche uno speckles (che non so nemmeno se si scrive così ma sono troppo triste per cercare conferme in rete): le parti colorate sono troppo piccole e troppo ravvicinate.

Voglio proprio un semisolid con qualche righetta di colore da 10/15cm qua e là, ma non troppo frequente.

E l’unico modo per ottenerlo è farmi una warp board decente e rimatassare con criterio tutti i 550g di alpaca light-fingering che ho pronti in cake.

Non so se 4 ore di lavoro basteranno…

Sono già stanca prima di iniziare, ma tanto lo so che se non faccio per bene poi non mi piacerà il risultato, quindi dovrò rassegnarmi e rimboccarmi le maniche.

Inizio a cercare legna per fare la warp board, che quella coi tubi di plastica ho già visto che non mi regge.

Rassegnata.

 

Tecniche di tintura sperimentali.

Sempre alla ricerca di metodi innovativi e di cose nuove da imparare, questa volta mi sono data alla tintura.

Tutto parte da un matassone da circa 600g di alpaca greggia che vorrei far diventare un Doodler

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L’idea è fare il centro con un bianco con puntini colorati fuxia e cobalto ed il bordo esterno + trecciona con un nero antracite vivacizzato da striscioline colorate (fuxia e cobalto, che richiamano i puntini del centro).

Ovviamente non ho mai fatto niente del genere e figurarsi se trovo qualcosa in rete. Quindi mi ingegno.

Anzitutto il matassone enorme va diviso: 200g per il bianco e 400g per il nero, circa.

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Poi va rimatassato on modo da poterlo tingere come voglio io: ovvero una parte molto lunga dello stesso colore di base alternata ad una molto più corta di colore in contrasto, ma ripetuto per due colori.

No, non mi capisco nemmeno io, a rileggermi. Ma meglio di così non lo riesco a dire.

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I due “cornetti” che spuntano in alto dovranno essere uno fuxia ed uno cobalto, in modo che lavorando il filato si alternino.

La teoria ci sta tutta. La pratica è da vedere. Ed infatti lavorando con così piccole quantità e misure di colore dell’ordine del decimo di grammo, è un attimo far cadere un granello in più e sbarellare tutto il colore. Quindi visto che il primo fuxia sembrava quasi nero, il secondo colore invee di cobalto è diventato una seconda prova di fuxia. Ma tanto a me interessava anzitutto vedere se la tecnica fosse valida. Quindi tutto impacchettato ed in microonde per fissare il colore.

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Questa con la carta forno è una mia innovazione, che non l’ho mai vista in giro finora. Ma avevo finito la pellicola… ed alla fine ha funzionato, anche se sarebbe stato meglio aggiungere un paio di giri per chiudere meglio ed evitare che l’acqua evaporasse troppo.

Dopo 3 giri da 2:30 minuti a 800W intervallati da 20/30 minuti di riposo ed aver lasciato freddare il pacchetto ho osato aprirlo per sciacquare via l’eccesso di colore e sorpresa: il rosso/fuxia/viola è diventato più chiaro ed il nero/grigio/antracite più scuro! Vatti a fidare dei colori finchè non li hai fissati…

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Un bel bagnetto con detergente per lana ed un risciacquo finale con aceto, che ci sta sempre bene.

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Poi l’asciugatura forzata sul termosifone, che sono impaziente, dopo un giretto nella centrifuga per insalata.

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Ed il giorno dopo era pronta per essere gomitolata (MAI più i cornetti. MAI più. Gomitolarla è stato atroce)

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e campionata

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Direi che la tecnica funziona e c’è solo da vedere come poter migliorare la cosa dei “cornetti” per non impazzire poi a rigomitolare e sistemare il colore, che dovrebbe andare molto meglio alvorando su quantità e misure più umane e meno da puffo.

😀

Progressi.

Sto adorando la macchina da maglieria. Per quanto vecchia e strausata e con qualche acciacco (una leva rotta che non so a che serve, qualche ago storto, il carrello che ogni tanto si apre… cosine così, di scarsa rilevanza, insomma) se non si vogliono fare cose strane ed elaborate è stravelocissima. In meno di una settimana ed usando solo i ritagli di tempo ho avviato, cucito, lavato ed indossato un maglione che a mano avrei impiegato non meno di un mese a realizzare. Ovviamente è quasi tutto a maglia rasata, ma ha schianto in vita e bordi con punti lace manipolati a mano.

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Ci sono ancora diverse cose da aggiustare, tra cui le spalle e la lunghezza delle maniche, ma per essere ancora un maglione di apprendimento mi ritengo molto soddisfatta.

Soprattutto adoro come è venuto il collo, con un punto operato molto semplice ma di effetto e dalla forma impeccabile.

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Per sagomarlo ho usato le righe accorciate per fare lo “stondo” in basso, poi ho ripreso le maglie lungo i bordi in verticale delle spalle e lavorato il decoro spostando a mano le maglie di un ago sull’ago adiacente ad aghi alterni per tutta la larghezza ottenendo così l’equivalente di un *yo, k2tog* (*gettato, lavora a dritto 2 maglie insieme*), poi 5 righe di maglia rasata e chiusura su filato di scarto. Poi ho ripiegato il bordo verso l’interno lungo la riga di buchini creati dallo *yo, k2tog* e cucito. Et voilà le puntine decorative.

 

Analisi del 2014

I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2014 per questo blog.

Ecco un estratto:

La sala concerti del teatro dell’opera di Sydney contiene 2.700 spettatori. Questo blog è stato visitato circa 17.000 volte in 2014. Se fosse un concerto al teatro dell’opera di Sydney, servirebbero circa 6 spettacoli con tutto esaurito per permettere a così tante persone di vederlo.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.